Il Pedone, l'alba di un nuovo racconto

Il Pedone, l'alba di un nuovo racconto

La storia

Una pedina — un oggetto che tutti, in qualche modo, conosciamo o abbiamo incontrato almeno una volta nella vita — ha per me da sempre un significato speciale. Ma è necessario fare un passo indietro. Era il 2016 quando iniziai a interrogarmi sul pedone, riconoscendovi un riflesso della vita dell’uomo. Col tempo, il bisogno di dare forma a questa intuizione divenne sempre più urgente, fino a trasformarsi in un progetto artistico.

Nel 2024 prese così vita la prima collezione di Pedoni. Riunire gli alberi recuperati nel corso di quasi un decennio di lavoro non fu soltanto una scelta formale, ma un gesto carico di senso, capace di rafforzare il messaggio profondo del progetto. Ogni pianta, come ogni essere umano, custodisce una propria storia: vive, soffre, gioisce, attraversa il tempo e le stagioni.

Tutto questo mette in luce uno dei pilastri fondamentali del mio lavoro: la necessità di instaurare un dialogo autentico con la materia, di collaborare con essa anziché piegarla alle mie esigenze. In questo spazio di ascolto cerco di raccontare qualcosa di me, lasciando, al contempo, che la pianta trovi la propria voce e racconti qualcosa di sé.

Il pedone come simbolo

Ma che significato ha il pedone?

Nel gioco degli scacchi, il pedone rappresenta uno degli elementi a disposizione dei giocatori. Occupa la prima linea di ciascun schieramento ed è il pezzo più numeroso sulla scacchiera.

Di tutti gli elementi, il pedone è quello con le minori possibilità di movimento e spesso è il primo ad essere eliminato dal gioco, sovrastato dalle capacità superiori degli altri pezzi.

Tuttavia è l’unico che può cambiare il suo destino, raggiungendo l’altro capo della scacchiera.

Se dovesse riuscire nell’ardua impresa, può scegliere di diventare qualsiasi altro personaggio. Per questo romantico motivo è per me una scultura di augurio.

Ciascuno è artefice del proprio destino, nonostante le limitate possibilità e le scarse risorse a propria disposizione. Il pedone ci ricorda quindi tre cose importanti:

• Nessuna meta è irraggiungibile

• Gli sforzi che abbiamo fatto per arrivare dove siamo

• Finché è in gioco, tutto può ancora succedere.

Il senso di questa scultura è quello di ricordare che, proprio come nella vita, non è la scacchiera a dare significato al pedone, ma il pedone a dare significato alla scacchiera.

Una nuova collezione, una nuova storia

Per questa nuova collezione ho scelto di muovermi in una direzione diversa. Ho cercato una nuova veste estetica per la scultura, in termini di proporzioni, dando vita a un progetto più profondo, stratificato, capace di aprirsi a nuove letture.

Se nella prima serie il pedone tendeva verso l’alto, qui appare invece schiacciato dal peso delle difficoltà. La testa, volutamente ampia, diventa spazio di pensiero, luogo in cui maturano esitazioni e decisioni, prima di ogni cruciale passo successivo.

Questa collezione segna l’inizio di una nuova fase: una serie di Pedoni “scenografati”, in cui ogni opera diventa racconto. Ci saranno lavori corali e quindi Pedoni che agiscono, attendono, attraversano situazioni.

In anteprima assoluta, svelo uno dei lavori che prenderà forma nella seconda metà dell’anno: Le lunghe attese, visibile nella foto che apre questo racconto.

Di seguito qualche foto significativa di Pedoni in galleria e nelle case dei collezionisti che hanno deciso di custodirli.